FORMA E SOSTANZA
Il mercato degli smartphone si è saturato nel corso degli anni, con device sempre più simili alle release precedenti e che non stupiscono più dal punto di vista del design. Eppure qualcosa si muove, sia da brand storici, sia da qualche new entry del settore
di redazione di WU
Lo scorso 7 settembre Apple ha presentato il suo nuovo iPhone, il 14. Uno smartphone senza dubbio all’avanguardia dal punto di vista hardware, con uno schermo Super Retina, una fotocamera più performante e un processore aggiornato e più veloce. Sul lato software ha destato particolare attenzione la possibilità di fare chiamate di emergenza via satellite, una feature che ancora non si era vista a livello consumer. È un prodotto che, però, non ha scaldato il cuore di molti, perché considerato troppo simile alla versione precedente, la 13. La poca distanza estetica tra i due modelli è diventata un meme, condiviso anche dalla figlia di Steve Jobs, Eva.
In effetti, mettendo vicini i due modelli, solo appassionati e tecnici sarebbero in grado di distinguerli facilmente. Questo non vale solo per Apple, ma anche per il mondo Android: negli ultimi tempi si fa fatica a riconoscere i nuovi prodotti dai loro predecessori. È una situazione dovuta a diversi fattori: la competizione in questo mercato sempre più saturo si è fatta a colpi di Mega Pixel delle fotocamere, nitidezza degli schermi e durata della batteria. Si rischia di meno puntando su rivoluzioni tecniche radicali o su proposte estetiche fuori dalle righe.
In un settore che, comunque, è bene ricordarlo, ha meno di 20 anni di storia, abbiamo assistito negli ultimi anni a un appiattimento della proposta soprattutto dal punto di vista del design. È impensabile avere rivoluzioni ogni 12 mesi, ma un po’ di verve in più avrebbe senz’altro fatto bene a tutti. In questo quadro che può apparire preoccupante, però, ci sono comunque segnali incoraggianti.
Il primo di questi è quello legato ai prodotti foldable, ovvero gli smartphone dotati di schermi pieghevoli. La prima azienda a crederci seriamente è stata Samsung, con il Galaxy Z Fold e il Galaxy Z Flip. I due modelli sono arrivati sul mercato rispettivamente nel 2019 e nel 2020 destando stupore e sincero interesse. Sembravano un iniziale passo verso un futuro fatto di smartphone arrotolabili dello spessore di un foglio di carta, ma la realtà è stata ben diversa: nonostante fossero garantiti per oltre 200 mila “piegamenti”, i primi esemplari di schermi di questo tipo non si sono rivelati ancora sufficientemente rodati per un uso intensivo e costante, cosa che ha allontanato molti potenziali acquirenti. Samsung, però, non si è fatta prendere dal panico e ha continuato a credere in questi prodotti che, giunti alla quarta generazione, hanno superato le difficoltà iniziali diventando più affidabili e apprezzati dal pubblico. L’attenzione per i foldable dimostrata dal player coreano ha smosso le acque e così altre aziende hanno provato a testare questa nicchia: Oppo, Huawei, Xiaomi, Motorola e anche Microsoft hanno almeno un prodotto sul mercato ed è molto probabile che il numero di realtà impegnate nello sviluppo di questi prodotti cresca presto.

I diversi colori in cui è disponibile il Galaxy Z Flip
Rendere gli smartphone pieghevoli, però, non è l’unica strada che si può prendere per innovare esteticamente un oggetto da troppo tempo cristallizzato nell’aspetto. Un tentativo interessante è quello di Nothing, neonata azienda in cui hanno investito personaggi importanti del mondo tech come Steve Huffman e Kevin Lin, rispettivamente CEO e co-fondatore di Reddit e co-fondatore di Twitch, e uno degli youtuber più famosi del mondo, Casey Neistat. L’azienda è stata fondata da Carl Pei, imprenditore cinese classe 1989, già “papà” di OnePlus insieme a Pete Lau. Nothing è un’azienda che punta molto sull’estetica e lo ha dimostrato già con il primo prodotto con cui si è presentata sul mercato nel 2021, le cuffie wireless Nothing Ear (1). Questa estate è stata la volta del Nothing Phone (1), che ha subito destato attenzione per la presenza di una scocca trasparente in alluminio in entrambi i colori in cui è disponibile, bianco e nero. Il retro dello smartphone è caratterizzato dall’interfaccia Glyph, uno schema luminoso composto da 900 LED che rappresenta un nuovo modo di comunicare con l’utente. Le diverse “strisce” presenti possono essere associate a diverse categorie di notifiche, anche sonore, che permettono di ricevere feedback immediati anche quando lo schermo è rivolto verso il basso.

L’interfaccia Glyph del Nothing Phone (1)
Le scelte di design fatte da Nothing per il suo Phone (1) lo hanno reso un prodotto unico e riconoscibile, caratteristica fondamentale quando si approccia un mercato in cui si sta stretti per via dei tanti player presenti. L’interfaccia Glyph, che fonde estetica e tecnologia, è una feature interessante e migliorabile, anche semplicemente aggiungendo il colore ai LED e permettendo opzioni di personalizzazione delle notifiche in questo senso. Senza dubbio la perseveranza nel migliorare i foldable e una novità come quella introdotta da Nothing aggiungono elementi a una mondo che, negli ultimi tempi, se non addirittura noioso, era diventato quantomeno poco stimolante.
Nella foto in alto: Nothing Phone (1)
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