LE MOC TOE DI BIRKENSTOCK
di Erna Dzaferovic
Dal mondo dei sandali a quello delle calzature chiuse, Birkenstock continua a trasferire la sua esperienza ortopedica in nuove silhouette, mantenendo al centro il leggendario plantare e reinterpretando le calzature moc toe. Un approccio che incontra l’estetica del workwear e le tradizioni artigianali del passato, reinterpretate attraverso un linguaggio contemporaneo e un’estetica essenziale.
A raccontare questa direzione è la nuova gamma unisex moc toe, composta da tre silhouette: Naples Wrapped, ibrido semi-aperto tra sabot e mocassino; Utti Lace, una proposta con lacci ispirata al mocassino; e Highwood Moc, una scarpa chiusa dalla presenza decisa e dalla suola chunky. A unirle è la costruzione della tomaia, caratterizzata dalla cucitura rialzata a forma di U, il cosiddetto moc toe, dettaglio nato nella cultura workwear dell’inizio del XX secolo. Oltre a definire l’estetica dei modelli, questa costruzione favorisce la flessibilità del piede e lascia maggiore spazio alle dita.
Realizzate in morbida pelle scamosciata signature Birkenstock, le tre silhouette arrivano nelle nuove tonalità Cork Brown, Carafe e Charcoal. Naples Wrapped mantiene il classico plantare in sughero e lattice, mentre Utti Lace e Highwood Moc adottano il Deep Blue Footbed, sviluppato esclusivamente per le scarpe chiuse. La struttura combina una fodera in microfibra che assorbe l’umidità e regola la temperatura, uno strato in juta intrecciata e uno stabilizzatore anatomico in sughero-EVA, studiato per sostenere il movimento naturale e l’allineamento del piede e distribuire uniformemente la pressione sulla pianta. È così che Birkenstock amplia il proprio archivio oltre i sandali, riaffermando una visione della calzatura in cui funzionalità, artigianalità e versatilità gender-neutral convivono in modo naturale.



