IL ROCK EN SEINE E LA FINE DELL’ESTATE
Tra pioggia, fango, pogo e grandi live, il Rock en Seine ha chiuso l’estate parigina con cinque giorni di musica, energia e sorprese. Da Lorde ai Franz Ferdinand, fino ai The Cure, la colonna sonora perfetta per l’ultimo giorno della più calda fra le stagioni
di Aurora Casiraghi
Parigi, si sa, è la città dell’amore. Lo vedi per le strade, tra i bistrot, sulle scale che portano a Montmartre, lo senti nell’odore di croissant freschi che esce dalle boulangerie, ma lo vedi soprattutto negli occhi scintillanti degli artisti del Rock en Seine.
Appuntamento fisso della fine dell’estate parigina − siamo alla 23esima edizione − il festival in riva alla Senna si è tenuto dal 26 al 30 agosto e si conferma come il palco più importante per le band francesi, oltre che il più internazionale dell’intera nazione. Un esempio? Il Rock en Seine è stato il primo festival ad annunciare una data del tour dei The Cure che ha attraversato l’Europa durante l’estate e che si è concluso proprio qui.

Gli Sparks sul palco del Rock En Seine – foto di Aurora Casiraghi
Il Parc de Saint-Cloud ha accolto il pubblico con le sue bellissime statue e una pioggia dirompente, che però non ha scoraggiato in nessun modo né il pubblico, né gli artisti. Djo è stato il primo artista a prenderlo scherzosamente in giro, motivandolo e rendendolo partecipe, coccolandolo con l’energia di una rock star in ascesa capace di tenere il palco.
Dopo una breve parentesi di french touch con i Kompromat, Lorde ha catturato l’attenzione di tutti facendoci sentire a casa sua, come un’amica che ti invita a cena e ti confida tutti i suoi segreti. Il live segna la fine di un lungo tour europeo, durante il quale Lorde si spoglia, si racconta, si emoziona cantando della sua vita con tutta l’energia che ha, interagendo con la camera e proiettando se stessa sui visual, dando a tuttil’impressione di essere co-protagonisti di un gigantesco videoclip. Le si riempiono gli occhi di lacrime quando cita Parigi, ti fa venire voglia di abbracciarla, e di tornare a casa ascoltando Ribs a ripetizione, cantando «You are the only friend I need» all’infinito.

Brendan Yates dei Turnstile canta ‘Never Enough’ al Rock En Seine
L’amore per Parigi in questo festival è più che una sensazione. Lo vedi nei balletti degli Sparks, nella canzone dedicata a Moroder e nel loro divertirsi tra di loro e con noi sul palco. Lo vedi anche nei coraggiosi che provano a pogare con i Franz Ferdinand in mezzo a un pubblico di fanboy in adorazione, e dal tuffo al cuore all’attacco del ritornello di Take Me Out. Lo senti cantato dai La Flemme, gruppo emergente punk francese, che ti ricordano che «Paris veut faire la fête», o da Nick Cave che dedica una canzone alla moglie dietro le quinte. E lo senti anche dall’odore di paglia bagnata dopo la pioggia, che ti ricarica le batterie per fare festa per il quarto giorno, dedicato al rock, con l’attivismo LGBTQ+ delle Lambrini Girls che aizzano mosh pit nel fango, con il rock inglese incazzato degli High Vis, con Amyl and the Sniffers che ci ricorda che le rock star esistono ancora.

I The Cure hanno chiuso il tour sul palco di Parigi – foto di Aurora Casiraghi
Lo senti quando ti si gela il sangue perché i Turnstile ti chiedono di saltare, nel momento in cui ti stai domandando se sopravviverai al pogo, e quando canti Never Enough insieme ad altre migliaia di persone. Lo senti nella voce incredibile di Anna von Hausswolff che ti porta in un’altra dimensione. Lo vedi un po’ meno negli occhi degli Interpol, che ti fanno sentire oltreoceano portando tutto a New York. Ma soprattutto lo percepisci nell’energia dell’attesa per Robert Smith, nel suo saluto imbarazzato al pubblico, e nel vedere una band che ha scritto un capitolo fondamentale della storia della musica degli ultimi 50 anni divertirsi sul palco e concludere in bellezza l’ultimo concerto del tour.
E così, sulle note di Boys Don’t Cry, il pubblico del Rock En Seine celebra The Last Day of Summer insieme ai The Cure. E così termina l’estate più calda di sempre a Parigi.
Foto in alto: Djo sul palco principale del Rock en Seine. Tutte le foto nella pagina sono di Aurora Casiraghi


