BBACK – MUOVERSI IN LIBERTÀ
Franco Salvatelli ci racconta com’è nata BBack, idea che in pochissimo tempo è stata capace di ritagliarsi uno spazio di rilievo nel mercato delle sneakers
di Stefano Ampollini
Franco Salvatelli da 25 anni è considerato tra i più importanti esperti del design di calzature e dispositivi per il movimento per le persone con FAS – Foot Aging Syndrome: dalla prevenzione al miglioramento dei sintomi, fino al mantenimento dello stato di salute del piede. Prende in mano l’attività calzaturiera appartenente al padre e proprio da lì parte il suo percorso di ricerca e sperimentazione per una camminata che possa essere il più confortevole e corretta possibile. Con lo scopo ultimo di creare strumenti che possano aiutare le persone nel movimento, ha unito design, ricerca tecnologica, scientifica e culturale, confrontandosi con medici e specialisti internazionali riguardo l’approccio dei consumatori nei confronti di determinati prodotti e trattamenti. Grazie a questa esperienza e competenza pregressa nasce BBack, una visione fondata sulla tecnologia ProDynamic che parte proprio dalla salute del piede: un prodotto pensato per il benessere di tutti.
Come e quando nasce il progetto BBack e quale concetto si cela dietro il nome del brand?
BBack nasce nel 2021 da un’intuizione molto semplice: in un mercato che aveva reinventato ogni possibile categoria di sneaker, nessuno stava più ripensando l’atto più semplice ed universale che esista, cioè camminare. Il brand name racchiude infatti questa visione: “Be Back” significa tornare a se stessi, ritrovare equilibrio, recuperare una relazione più autentica con il proprio corpo e con il movimento. Ma contiene anche un’idea di continuità: andare avanti senza fermarsi, evolvere, tornare sempre in gioco. È il moto perpetuo promesso dal nostro Payoff Won’t Stop: una volta che indossi le tue BBACK, non puoi smettere di indossarle, e diventi “inarrestabile”.
Quali sono i valori e i concetti fondanti del brand e cosa rende BBACK un prodotto unico sul mercato?
BBack si fonda su tre valori: Evolution, Balance e People. Crediamo che il movimento sia il primo strumento di evoluzione dell’essere umano. Per questo mettiamo la persona al centro e progettiamo prodotti capaci di adattarsi alla vita reale, non viceversa. Ciò che rende BBack unica è il fatto di essere nata da una domanda diversa rispetto a quella che normalmente guida il settore footwear. Non ci siamo chiesti come realizzare una sneaker più bella o più performante. Ci siamo chiesti come migliorare la qualità del cammino quotidiano. Da questa domanda sono nate tecnologie proprietarie, brevetti, ricerca biomeccanica e un’estetica essenziale che rende riconoscibile il prodotto senza bisogno di eccessi.

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Come una calzatura può aiutare le persone con FAS (Foot Aging Syndrome) e perché questa tematica è così centrale nel vostro progetto?
Il piede non cambia solo con l’età. Già dall’adolescenza inizia ad adattarsi allo stile di vita moderno: superfici sempre più rigide, molte ore trascorse in ambienti artificiali, calzature poco funzionali e una riduzione del movimento naturale possono modificarne progressivamente il comportamento. Il piede perde parte della sua capacità di assorbire gli impatti, adattarsi al terreno e gestire in modo efficiente le forze durante il passo. Questo insieme di cambiamenti è ciò che definiamo Foot Aging Syndrome (FAS). Per questo la FAS non riguarda solo le persone mature, ma può interessare chiunque conduca uno stile di vita che limita la naturale funzionalità del piede. BBack nasce proprio per rispondere a questa esigenza. Grazie al sistema ProDynamic, la calzatura aiuta a gestire meglio le forze che si sviluppano durante il cammino, favorendo un movimento più fluido, stabile ed efficiente. Per noi la FAS è un tema centrale perché crediamo che muoversi bene significhi vivere meglio. Il nostro obiettivo non è semplicemente realizzare una scarpa, ma aiutare ogni persona a mantenere un movimento naturale, confortevole e dinamico, indipendentemente dall’età.
Rispetto alla sua storia personale quale parte del suo background ha messo maggiormente in campo per sviluppare un progetto come BBack?
Senza dubbio la ricerca della guarigione, intesa come recupero della funzione e della libertà di movimento. È la domanda che mi accompagna da sempre: come possiamo aiutare il corpo a funzionare meglio? Per trovare una risposta non mi sono mai fermato a una sola disciplina. In oltre venticinque anni ho studiato e lavorato tra design industriale, biomeccanica, podologia, ortopedia, ricerca clinica, ingegneria dei materiali ed ergonomia. Ho scoperto che le idee più interessanti nascono quando competenze diverse si integrano in un unico ecosistema.È proprio da questa visione che nasce BBack. Il mercato non chiedeva una nuova scarpa; ero io a continuare a pormi una domanda: perché abbiamo accettato che sia il piede ad adattarsi alla scarpa, invece di progettare una scarpa che si adatti al modo naturale di muoversi del piede? Credo che l’innovazione funzioni sempre così: prima si osservano le persone, poi si sviluppa la tecnologia e, solo alla fine, si guarda al mercato.

BBack BB1122 Hearty
Come riuscite a coniugare estetica e tecnologia?
Molti elementi distintivi di BBack derivano direttamente dalla ricerca biomeccanica e dall’ingegnerizzazione del sistema ProDynamic. Il risultato è un’estetica essenziale anche e soprattutto a livello di tomaia, lo scrigno che racchiude il nostro segreto. È quasi anonima a prima vista ma per questo immediatamente riconoscibile. Abbiamo scelto la strada più difficile: togliere anziché aggiungere. È proprio questa sottrazione continua che ci permette di mantenere un equilibrio tra innovazione e design.
Quanto è importante nel vostro progetto il senso di “community”?
La nostra community – il BBClub – è estremamente eterogenea: atleti, professionisti, creativi, persone mature, giovani. Ciò che li accomuna non è l’età o l’appartenenza a una categoria, ma il desiderio di vivere in movimento. Recentemente abbiamo osservato una delle più grandi community che esiste dalla metà degli anni Ottanta e di cui nessuno parla più: i joggers. Avere presente? gente che corre per salute, per diletto, per “Stare bene”. Il marketing se ne è dimenticato, i produttori di sneakers li hanno divisi in due categorie, il running e il walking, che a noi stanno estremamente strette. Abbiamo intenzione – dopo avere inserito un prodotto rivoluzionario sul mercato – di rivoluzionare il mercato stesso.
Chi è il vostro cliente tipo? E a quali nuove categorie di clienti mirate per le prossime stagioni?
BBack nasce per tutti, fisicamente e culturalmente. È il nostro DNA. BBack è per tutti, ma solo per quelli che amano muoversi nel proprio mondo in libertà assoluta.
Quali sono i prossimi step e a quali evoluzioni del prodotto state pensando per il prossimo futuro?
Stiamo vivendo una fase di forte crescita internazionale. Essere presenti in mercati come i Paesi Nordici, il Giappone e la Corea significa confrontarsi con culture del movimento e aspettative molto diverse, e questo rappresenta per noi un’enorme opportunità di evoluzione. Entro la fine dell’anno presenteremo una nuova piattaforma dedicata al mondo performance, progettata per accompagnare il gesto atletico mantenendo la nostra filosofia di movimento naturale. Nel 2027, invece, estenderemo questo approccio anche ai momenti che seguono l’attività fisica e alla vita di tutti i giorni, con una collezione pensata per favorire recupero, benessere e continuità del movimento. Il nostro obiettivo è costruire un sistema di prodotti che accompagni la persona durante l’intera giornata: quando cammina, quando si allena e quando recupera. Perché il movimento non è un momento della giornata, ma uno stile di vita.
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