INASPETTATA TOKYO
Rapidissima trasformazione urbanistica, tendenze futuristiche, traffico incessante. Ma anche templi di legno rimasti fermi nel tempo, giardini zen contemplativi, cat café. I due volti della capitale nipponica catturati da fotografi di fama internazionale
di Marzia Nicolini
Estesissima, ultrapopolata, sempre in modalità “on” e in continua evoluzione. Ma anche spirituale, zen, contemplativa, solitaria. Tokyo racchiude molte anime e raccontarle tutte non è impresa semplice. Ma la sfida sta proprio qui: nel coglierne i vari volti, dando vita a un puzzle che, nella somma dei piccoli pezzi, diventa nitido e completo. Da queste premesse nasce Now is Now Tokyo, il nuovo volume edito da teNeues dedicato alla street photography con protagonista la capitale giapponese.
Non una scontata celebrazione di Tokyo, non un reportage urbanistico, ma un campo visivo aperto all’inaspettato, in cui la città viene restituita nella sua condizione più autentica: quella di organismo instabile, stratificato, continuamente in ridefinizione. Il progetto firmato dall’editore tedesco si costruisce come un archivio corale di sguardi fotografici. I nomi coinvolti sono tanti, tutti di calibro internazionale. Lee Chapman, Tatsuo Suzuki, Lukasz Palka, Shin Noguchi, Elisa Eymery, Ulysses Aoki, Laurence Bouchard, Yusuke Nagata, Daiki Hosaka, Jonny Dub, James Suarez, Bruno Quinquet, Adam Benedicto, Phil Penman, Charles Elliot, Soichiro Okamoto, Adam Vincent ed Eren Sarigul compongono una costellazione di autori che non si limitano a fotografare Tokyo, ma che – ciascuno a modo proprio – sanno mettersi in paziente ascolto, pronti a coglierne dettagli che, normalmente, potrebbero sfuggire. Ogni fotografo offre quindi la sua personale percezione della capitale, permettendo di sintonizzarsi, pagina dopo pagina, su una diversa frequenza dello stesso paesaggio urbano.

foto di Jonny Dub in ‘Now is Now Tokyo’ di teNeues (2026)
L’impianto del libro si apre con una riflessione che definisce il tono dell’intera opera. Nella premessa Tokyo viene descritta come una realtà “attiva”, che sembra scegliere quanto e come mostrarsi a chi la attraversa e vive. Non è uno spazio che si offre in modo immediato e univoco, ma un luogo che richiede tempo, curiosità e disponibilità per essere davvero compreso. Una volta dentro la città, non esiste un punto fermo. Lo sguardo non può mai restare stabile: deve continuamente adattarsi, cambiare direzione, accettare anche la possibilità di perdersi e incappare in contraddizioni. Tra antichi templi e futuristici grattacieli, tra giovani cosplayer e donne che sfilano in strada negli abiti tradizionali da geisha. Tra cat café dove accarezzare gatti e sorseggiare tè profumato seduti su semplici stuoie e karaoke ultra pop dove si canta, balla e beve sakè. Il libro invita a intendere l’esperienza urbana nella sua totalità, allenandosi a uscire dai binari stretti e imparando a leggere la città attraverso i suoi mille pezzi.
Dagli scatti – a colori e in bianco e nero – Tokyo emerge come una sovrapposizione di tempi. Il periodo Showa sopravvive in alcune aree come una persistenza discreta, mentre altrove la città si innesta su processi di trasformazione radicale, demolizione e ricostruzione continua, quasi frenetica. Il racconto visivo insiste sulle soglie: piccoli ristoranti tipici, strade senza nome, insegne che convivono con architetture ultra contemporanee, spazi compressi tra vecchio e nuovo. Non c’è mai un punto di equilibrio stabile.

foto di James Suarez in ‘Now is Now Tokyo’ di teNeues (2026)
Ogni elemento sembra collocato dentro un sistema urbano che si riorganizza senza interruzione. Tokyo si riscrive senza sosta. Nel libro, va detto, la dimensione umana resta centrale. Le fotografie raccolgono micro-storie che emergono come epifenomeni della vita urbana: aspiranti businessmen pronti a sgomitare, bambine che viaggiano in metropolitana truccate come coloratissimi personaggi dei manga, avventori solitari che, come in un quadro di Hopper, consumano il loro pasto silenziosamente, con una vena di malinconia negli occhi. Un tessuto sociale osservato e immortalato senza edulcorazioni, fermando delle istantanee di una città affollata a ogni ora del giorno e della notte.
Nell’introduzione il reporter televisivo Alain Roy, da 15 anni residente in Giappone, ribadisce un punto fermo: il tentativo di definire Tokyo è un esercizio instabile, quasi impossibile. La città contiene troppe variabili – geografia, storia, architettura, cultura materiale, trasformazioni economiche – per poter essere ricondotta a una sola immagine. Quando ci si mette alla scoperta di Tokyo, la sensazione che si ha è quella di ricominciare sempre da zero: a ogni tour esplorativo la percezione del sistema urbano cambia radicalmente, nutrendo e aprendo nuove prospettive. Il cambiamento come condizione permanente: ecco il nucleo della capitale nipponica. La gentrificazione come state of mind, dove ottimizzazione commerciale e sostituzione di intere strutture urbane producono una trasformazione continua dello spazio.

oto di Lukasz Palka in ‘Now is Now Tokyo’ di teNeues (2026)
Ma, proprio in questo flusso ininterrotto, la fotografia diventa strumento di resistenza. Le immagini raccolte in Now is Now Tokyo fissano ciò che la città tende a cancellare nel suo stesso movimento. Non lo fanno in modo nostalgico, ma attraverso una sospensione del tempo. Ogni scatto diventa una soglia temporale: ciò che è stato visto non può più essere completamente dissolto. Il libro si chiude su una consapevolezza precisa: questa metropoli continuerà a mutare, indipendentemente dallo sguardo che la osserva. Ma le fotografie non competono con questa trasformazione. La archiviano, la rendono leggibile, la trattengono come traccia. Sono, per usare un’immagine evocata nel testo, frammenti che restano “come inchiostro sulla carta”, capaci di sopravvivere al movimento della città stessa. Ed ecco che Now is Now Tokyo si configura come un ambizioso progetto artistico capace di fissare un frammento di questo maxi organismo in costante evoluzione. Qui ed ora, prima che scompaia, inghiottito dalla fiumana di luci, persone, auto.
Articolo pubblicato su WU 138 (giugno 2026)
In alto: foto di Lukasz Palka in ‘Now is Now Tokyo’ di teNeues (2026)
‘Now is Now Tokyo sul sito di teNeues

