TRESCA Y TIGRE – CÁSCARA
Con Cáscara, il collettivo prodotto da Funclab esplora nuovi territori sonori tra ironia, intimità e sperimentazione, in vista del tour nei club italiani in programma il prossimo autunno
di Dario Buzzacchi
Cáscara è il primo EP di Tresca y Tigre: sei tracce per raccontare un’alleanza artistica di quelle che nascono solo tra producer e mc, sfidando i generi e le aspettative, intrecciando dembow, dubstep, perreo e r & b. Un’uscita che parla in tante lingue – musicali, affettive, politiche – senza mai rinunciare a divertirsi. Progetto nato dall’incontro tra il rap di Sicala, e le produzioni a cura del duo Trampa, Tresca y Tigre è ufficialmente tra le uscite più fresche di quest’estate. In attesa di vederli live in tour nei club italiani questo autunno, questo è quello che ci hanno raccontato.
Cáscara è il vostro primo EP insieme. In che modo è nata la scintilla tra Sicala e Trampa, e quando avete capito che c’era qualcosa di più di una semplice collaborazione?
In realtà ci conoscevamo già prima di iniziare a lavorare insieme, sempre grazie a progetti legati alla musica. Avevamo già intuito una certa affinità, sia a livello di gusti che di idee creative. Le cose si sono evolute in modo molto spontaneo: inizialmente doveva essere una collaborazione tra Sicala e Trampa, giusto per vedere cosa ne sarebbe venuto fuori. Pian piano, lavorando alle tracce, ci siamo resi conto che ci piaceva molto il sound che stavamo creando. Dopo aver fatto qualche live insieme, vedendo che ci divertivamo noi e che anche il pubblico si divertiva, abbiamo capito che valeva la pena insistere e portare il progetto oltre.
Avete descritto l’EP come un «esperimento che flirta con il senso del ridicolo». Qual è, secondo voi, il ruolo del gioco e dell’ironia nella vostra musica?
Per noi, il senso del gioco è il filo conduttore che ci lega, sia artisticamente che nella nostra amicizia. Quando abbiamo iniziato questo progetto, non immaginavamo che sarebbe diventato ciò che sta diventando: l’abbiamo fatto principalmente per divertirci e metterci alla prova. Ci piaceva l’idea di un linguaggio sonoro molto playful, tipico di Trampa, abbinato alla scrittura di Sicala. Anche a livello visivo ci piace non prenderci troppo sul serio. Ciò non significa non impegnarci a fondo nel progetto, ma semplicemente ricordarci che, prima di tutto, lo facciamo per divertirci e far divertire chi viene ad ascoltarci.
Il sound dell’EP mescola dembow, dubstep, perreo, r & b. Come siete riusciti a rendere coerente questo mix di stili così diversi? C’è stata una traccia che ha fatto da “collante” per tutto il progetto?
Non abbiamo avuto una traccia “collante” per questo progetto. Siamo andati a briglia sciolta su ogni arrangiamento, tenendo conto che durante il periodo di produzione del disco abbiamo condiviso molte reference e ascolti, creando un suono unico proveniente da influenze differenti. La coerenza è nata attorno a questo processo costante di condizionamenti reciproci.
Che ruolo ha il femminile in Cáscara?
Sicala: Credo che, quando si parla di sensualità, sessualità e desiderio, si tenda spesso ad associarli automaticamente alla femminilità in un’ottica binaria. Allo stesso modo, quando una donna assume un atteggiamento conflittuale o polemico, viene spesso etichettata come la “donna forte”, in contrapposizione a un comportamento più “docile” e quindi considerato più stereotipicamente “femminile” secondo canoni che a nessuno di noi interessa assecondare. La mia visione del mondo e di me stessa è inevitabilmente influenzata dalla mia esperienza di genere, in quanto donna cis, e dalla socializzazione che questo comporta. Per questo, mi verrebbe da dire che il ruolo che ha il femminile in Cáscara non è diverso da quello che ha nella mia vita personale: ovvero, semplicemente essere una ragazza. Non è stato un tema del disco quello di esplorare la femminilità come concetto assoluto o nei termini di binarismo e performatività, ma piuttosto come una relazione intima con il mio corpo e con il desiderio che inevitabilmente passa dall’essere donna perché lo sono, ma tutto lì. Forse le canzoni che esprimono maggiormente questa dimensione in verità sono Jazmine e Making Deals, più che Bengala, Tramposa o Revoltosa, che in realtà parlano di aspetti molto più collettivi: prese di posizione politiche, fiducia in noi stesse/i, e celebrazione dell’amicizia.
E in generale, che ruolo ha il femminile nella vostra poetica?
Sicala: Come individuo e come artista, per me è inevitabile e doveroso esprimere i miei posizionamenti politici sul machismo, il patriarcato, la doppia morale dello stato e altre cose che mi fanno incazzare e che sono state espresse in canzoni come Revoltosa e 606. In Cáscara ho cercato di farlo da un punto di vista più intersezionale, che comprendesse e andasse oltre l’esperienza di genere mia individuale.
Qual è stato il vostro metodo di lavoro? Avete composto insieme in studio o ci sono stati momenti separati di scrittura e produzione?
I primi brani sono stati scritti da Sicala su dei type beat, successivamente riarrangiati con la Trampa, è andata così per Revoltosa o Bengala. Altri, come Tramposa, sono nati in studio, buttando idee una dopo l’altra, aggiungendo assieme suoni, melodie e parole.
Con chi vi piacerebbe collaborare nelle attuali scene urban italiana e ispanofona?
Sicala: nella scena italiana direi Joan Thiele, nella scena ispanofona la lista è lunghissima. Ci vorrebbe un’altra intervista per citare tutti!
Trampa: Pop X e Luciano Poveretti.
Nelle foto: Tresca y Tigre
Intervista pubblicata su WU 132 (giugno 2025)