KAY – STUPIRE ME STESSO
Nove pezzi di matrice urban, ma con diverse sfumature, dove l’inglese e l’italiano trovano un equilibrio: ecco ‘Chiudi gli occhi’, il nuovo EP di Kay
di Enrico S. Benincasa
Da tre anni abbondanti Kay ha iniziato a scrivere canzoni in italiano. O, per meglio dire, “anche” in italiano. Nei suoi testi combina parole nella nostra lingua e nella sua, l’inglese, quella con cui da tempo ha iniziato a fare musica. Quello che doveva essere un semplice esperimento oggi è diventato Chiudi gli occhi, un EP di nove pezzi che abbraccia diverse sfumature del mondo urban. Ogni nuova traccia chiusa è una sfida vinta, perché Kay sa da dove è partito e, soprattutto, dove vuole arrivare.
Chiudi gli occhi è uscito lo scorso 27 marzo. Quali sono le tue impressioni dopo qualche tempo dall’uscita di questo disco?
Sono molto contento, arrivo da mesi in cui ho lavorato tanto a questo progetto e vederlo apprezzato è gratificante. Non ho mai ricevuto così tanti DM e sto cercando di rispondere a tutti. Anche per strada mi riconoscono e mi fermano spesso, certamente più di prima.
Questo EP è arrivato un po’ a sorpresa. Da poco era uscito un singolo, Slow Down, ma non sembrava dovesse uscire subito il lavoro completo. È stato voluto?
Sinceramente mi sento più bravo con l’arte che con il marketing, e quando si tratta di scegliere quando pubblicare sui social e, soprattutto, cosa pubblicare, seguo il mio istinto. Con Chiudi gli occhi mi sono molto concentrato sull’aspetto artistico, perché so quanto vale e quanto mi potrà dare in futuro.

foto di di Matteo Mastrogiuseppe, style Vittoria Brachi. Kay indossa giacca Davii, canottiera Nikben, camicia in vita Minimum, cinque tasche Cat, boots Buffalo
Quando hai iniziato a lavorarci?
Per un progetto come si deve, per me, ci vuole almeno un anno e mezzo, anche due. Ed è quello che abbiamo fatto, visto che ho iniziato a lavorarci alla fine del 2024. Penso che si possano fare belle cose anche in tempi brevi, rispetto chi sceglie questa strada, ma attualmente non penso sia il modo giusto per me.
Chiudi gli occhi vede la partecipazione di diversi producer tra cui Estremo, che firma molte tracce. Come avete lavorato insieme?
Ci sono stati vari passaggi. Ho iniziato con Napalm e RobbeGts, poi è arrivato Estremo. Insieme abbiamo lavorato anche sulla direzione artistica e siamo riusciti a dare al disco un’armonia. Tra i producer c’è anche Lvnar: andare in studio con lui è stato molto naturale e ci siamo divertiti. Non c’era quella pressione di dover fare per forza il pezzo, e invece abbiamo realizzato Stuck with You in pochissimo tempo creando un bel clima tra di noi.
Come hai scelto i featuring?
Con SKT ci seguivamo a vicenda, entrambi ci distinguiamo per l’uso di due lingue. Avevo in mente l’idea di metterlo su questa traccia, Notifiche, e lui ha accettato. Con JoeJoe, invece, ci conosciamo da tanto tempo. Lui ha questa capacità di fare musica da hit e su una traccia dal sapore anni 2000 come Don Julio mi è sembrata perfetta per lui.

foto di Matteo Mastrogiuseppe, style Vittoria Brachi. Kay indossa Dead Culture Icons Anarchive, canottiera Nikben, jeans Edwin, stivali vintage
Quali sono state le tracce più ostiche da chiudere?
Proprio Don Julio. È un brano che richiama sonorità vicine a Missy Elliott o a Justin Timberlake, in cui ho provato per la prima volta a rappare. Farlo in italiano non è stato semplice, ma è stato molto figo. Mi piace provare a fare quello che non so fare. È una delle cose che mi spinge a continuare a fare musica.
Quanto hai dovuto lavorare sul passaggio inglese-italiano?
Iniziare a fare musica in italiano è stato un esperimento. La prima canzone è stata Filtri, che poi è quella che mi ha fatto un po’ conoscere sui social. Sono tre-quattro anni che mi ci dedico, e sento che ogni canzone nuova mi porta qualcosa, continuo a imparare. Riuscire sempre a stupire me stesso è uno dei miei obiettivi, se ci riesco vuol dire che ho fatto qualcosa di buono.
Cosa succederà nel prossimo futuro con Chiudi gli occhi?
Non posso dire molto, ma abbiamo in mente cose molto belle da realizzare. Non passerà troppo tempo e ve le mostreremo.
Intervista pubblicata su WU 137 (aprile 2026). La foto in alto è di Matteo Mastrogiuseppe, style Vittoria Brachi. Kay indossa t-shirt Dead Couture icons Anarchive
Dello stesso autore
Enrico S. Benincasa
INTERVIEWS | 20 Aprile 2026
LOUSY AUBER – ENTRA NELLA BOLLA
INTERVIEWS | 16 Aprile 2026
L’OFFICINA DELLA CAMOMILLA – DA MADCHESTER A MILANO
INTERVIEWS | 19 Marzo 2026
ASTERIA – POLAROID EMOTIVE
INTERVIEWS | 5 Marzo 2026
SANTAMAREA – ANIME STORTE
INTERVIEWS | 5 Febbraio 2026
EUROCLUB – IT’S ALL ABOUT MUSIC


