MODERN TREE HOUSES
C’è forse qualcosa di più poetico e anti stress del dormire in un’abitazione costruita tra i rami di un albero? Se poi è di design, a basso impatto ambientale e dotata di ogni comfort, la simbiosi (totale) con la natura è servita. La felicità, anche
di Marzia Nicolini
C’è un’immagine familiare che ci riporta tutti dritti dritti all’infanzia. Quella di una casetta di assi di legno sospesa tra i rami, rifugio, castello e fortezza dei mille giochi. Un’immagine a tutta nostalgia che, in qualche modo, riaffiora istintivamente alla memoria sfogliando il nuovo libro fotografico Modern Tree Houses, pubblicato da Taschen.
Pagina dopo pagina, però, si capisce che quel ricordo è soltanto un punto di partenza. Le case sugli alberi raccolte nel volume fotografico assumono, infatti, l’aspetto di architetture contemporanee, orgogliosamente sostenibili, incredibilmente confortevoli, efficienti sotto ogni aspetto. Niente capanni rustici e fai-da-te, ma veri ambienti di vita domestica sospesa, destinati a riscrivere il rapporto con la natura e, in particolare, con alberi e boschi. Modern Tree Houses racchiude un potenziale mindful: guardare (meglio, ammirare) ogni struttura sospesa tra i rami si trasforma in un invito a rallentare, respirare, immaginare che vivere qualche metro più in alto, tra i rami di un robusto e generoso albero, possa alleggerire la mente e regalare una nuova, serena prospettiva sul mondo.
Il volume è una collezione di 62 progetti di treehouse selezionati in tutto il mondo. Opere firmate da studi iconici di architettura, quali Snøhetta, BIG o Baumraum, ma anche costruzioni self-made che celebrano la creatività individuale. Tutte le abitazioni di Modern Tree Houses condividono una stessa tensione: riportare vicino alla natura, come sottolineano l’editor e grafico Benjamin Wolbergs e lo scrittore e giornalista Florian Siebeck (mentre le poetiche illustrazioni tra un progetto e l’altro portano la firma dell’artista e disegnatrice Marie-laure Cruschi). Parliamo di strutture abitative che ci tengono a mettere al centro di tutto l’albero, colui che – gentilmente – ospita. Queste case l’albero lo ascoltano e lo circondano con delicatezza e massimo rispetto.

Tree Houses di Atelier Design Continuum a Qiyun Mountain in Cina, foto di Zhu Ziye contenuta in ‘Modern Tree Houses’ di Taschen (2025)
A rendere il volume efficace è il suo impianto visivo, che evita qualsiasi deriva spettacolare. Le fotografie non cercano l’effetto wow a tutti i costi, ma indaga- no la relazione tra struttura, albero e paesaggio, mettendo in evidenza materiali, soluzioni costruttive e il ruolo fondamentale della luce. Il ritmo delle immagini suggerisce una consultazione lenta, una lettura quasi contemplativa, in cui la scala umana resta sempre percepibile. Sfogliando Modern Tree Houses non hai certamente “l’effetto catalogo”, è molto più uno strumento di osservazione e, paralle- lamente, un invito a concepire lo spazio abitato in modo più consapevole, a partire dal contesto naturale che lo accoglie.
Come è strutturato questo volume? Il libro è suddiviso in cinque capitoli, ognuno dedicato a un modo diverso di abitare l’altezza. Si parte dalle Playful Tree Houses, micro-architetture pensate per il gioco e per l’avventura. Qui funi, corde e volumi sospesi evocano un movimento spontaneo, quasi primitivo, e ricordano quanto il desiderio di salire in alto sia universale. Seguono le Hideaway Tree Houses, rifugi per chi cerca solitudine, concentrazione, quiete e silenzio. Piccoli studi immersi nella luce del giorno filtrata dalle foglie, luoghi dove il tempo rallenta e la presenza dell’albero diventa una compagnia costante, in grado di radicare nel qui e ora. Poi arrivano le Observation Tree Houses, piattaforme che regalano una vista privilegiata sulla natura: l’architettura come teatro sopraelevato, perfetto per seguire cicli stagionali, movimenti degli animali, cambi di luce.
Il capitolo delle Vacation Tree Houses è il più glamour di tutti: raccoglie strut- ture dedicate alla villeggiatura, secondo il concetto e la tendenza del “nest-level luxury”. Lussuosi e accoglienti nidi sospesi tra i rami, con garanzia di interni a tutto comfort e impatto ambientale ridotto al minimo. Passerelle tra le fronde, vetrate panoramiche, geometrie essenziali raccontano un modello di ospitalità futura, leggera e rispettosa. Chiudono il percorso le Residential Tree Houses, forse il capitolo più sorprendente. Case vere, progettate per essere abitate tutto l’anno, anche in pieno inverno, con un equilibrio attento fra tecnica, sostenibilità e necessità del quotidiano. Non rifugi temporanei, ma abitazioni elevate che di- mostrano come la felicità non coincide necessariamente con maxi attici, quanto con architetture nel verde realizzate con autentica cura.

Tree House di P+C Architects a San José Del Rincon, nella provincia di Santa Fe in Argentina, foto di Federico Cairoli contenuta in ‘Modern Tree Houses’ di Taschen (2025)
A ogni pagina, Modern Tree Houses mostra quanto possa essere stimolante il dialogo tra architettura e natura: un vero e proprio antidoto allo stress dei nostri tempi. Il bello è che ogni struttura rappresenta un piccolo mondo a sé stante: ci sono case sull’albero che imitano la verticalità del tronco, altre che si ancorano ai rami, altre ancora che sfiorano la chioma senza toccarla. È una collezione che non racconta soltanto modi di abitare, ma modalità di sentirsi parte del paesaggio. Forse è per questo che queste architetture colpiscono così profondamente: non promettono fuga, ma senz’altro una prospettiva diversa.
Guardare il mondo dall’alto dei rami (come faceva Cosimo nel Barone Rampante di Calvino) non significa scappare, ma riconoscere ciò che sfugge quando restiamo al livello del suolo. Ogni progetto diventa un promemoria: abitare meglio significa sottrarsi al rumore per entrare in dialogo con ciò che ci radica, calma e regala benessere duraturo. E se a noi cittadini la casa sull’albero ci affascina è perché ci invita a un gesto radicale: tornare a respirare, tornare all’essenziale.
Articolo pubblicato su WU 135 (dicembre 2025)
In alto: Woodnest di Helen & Hard a Odda, in Norvegia, foto di Sindre Ellingsen in ‘Modern Tree Houses’ di Taschen (2025)

