LA SIGNORA – SOLO GOOD VIBES
Dopo il primo singolo ‘Cell’, La Signora sta per pubblicare una nuova canzone, ‘Loop’, in uscita nel mese di giugno
di Enrico S. Benincasa
Non è facile riuscire a trasmettere in forma scritta l’entusiasmo che Sara Caporossi aka La Signora riesce a inserire in ogni parola. Originaria di Roma ma ora a Lugano per motivi di studio, ha una fanbase importante su TikTok e ha pubblicato qualche mese fa il suo primo singolo, Cell. La musica l’accompagna sin dall’infanzia, ma ora che è una signora, anzi, La Signora, vuole parlare al suo pubblico anche con canzoni di “pop signorile” come Loop, singolo in procinto di essere pubblicato a giugno.
Perché hai scelto di chiamare La Signora?
È un nome che trovo bellissimo e che ispira “importanza”, mi sorprende che nessuno l’abbia scelto prima! È nato durante una live su TikTok: in quel periodo giocavo con diversi “appellativi” tipo “sua esigenza”, “sua grandezza”… A un certo punto è uscito “sua signoria” e mi sono detta: «Sai che c’è? La Signora, con l’articolo, non è male!». È stato spontaneo, non mi sono messa a cercarlo, è semplicemente arrivato. Prima usavo come nome d’arte “Non dirlo a mia madre” e mia mamma l’ha pure scoperto! (ride, NdR)
Quando hai iniziato con la musica?
A qualcuno potrà sembrare strano, ma sono a contatto con la musica da quando ho cinque anni, quando i miei mi iscrissero ai primi corsi di canto, solfeggio e pianoforte. Non ho mai smesso e crescendo mi sono focalizzata su ciò che mi piaceva. Da circa cinque anni ho iniziato scrivere canzoni. Che mi scrivo completamente da sola, sia chiaro!

foto di Matteo Mastrogiuseppe, style Vittoria Brachi: La Signora indossa abito e gonna Sandro, sneakers Buffalo, autoreggenti vintage
Cell è uscita lo scorso novembre ed è il primo brano de La Signora. Com’è nato?
È una canzone che abbiamo realizzato insieme a Juck, che ha curato la produzione, in un giorno solo. Ci siamo conosciuti tramite contatti in comune, mi avevano detto che lui aveva le vibes giuste e in linea con le mie. Allora l’estate scorsa ho preso un treno, l’ho raggiunto in studio vicino Firenze e abbiamo lavorato insieme. Tra i tanti provini fatti abbiamo scelto Cell: eravamo entrambi convinti che fosse quella giusta con cui uscire.
A breve uscirà il tuo secondo brano, che si intitola Loop…
Per Loop sono andata in studio con Elia Wave: anche in questo caso entrambi siamo stati d’accordo che era quello giusto da pubblicare. È un pezzo che ha diversi elementi in comune con Cell, ha un mood simile e sono contenta che tra questi primi due brani ci sia continuità. Ho già scritto canzoni diverse, più sperimentali, ma in questo momento penso sia giusto così.
L’universo de La Signora, da quello che possiamo capire dai social e dalle prime cose che ci hai fatto sentire, è fatto di ironia e positività. Sei d’accordo?
Sì, decisamente, sono caratteristiche che fanno parte di me. Sono capace a prendere le cose sul serio e penso di saper decidere quando è giusto farlo. Mi piace giocare con l’ironia e bado poco a cosa pensano gli altri, non mi faccio facilmente influenzare. E, se nelle mie varie sperimentazioni trovo qualcosa che mi piace, ho la costanza di portarla avanti.

foto di Matteo Mastrogiuseppe, style Vittoria Brachi: La Signora indossa camicia Manuel Ritz, gonna Isabel Blanche, collana Sodini, autoreggenti vintage
Parlami un po’ della traccia-messaggio vocale che hai pubblicato su Spotify.
È stata una proposta arrivata da parte di un membro del mio team e ho subito capito che era una cosa assolutamente da fare. Mi sono messa a registrare quest’audio e, alla fine, l’ho trattato come se fosse una canzone, sistemando livelli e riverberi, aggiungendo cori e dettagli qua e là. Mi sono divertita tantissimo a farlo perché non c’era modo migliore di presentare La Signora. Non sono tanto per gli annunci scritti, è con la mia voce che comunico meglio.
Qual è il futuro de La Signora?
Ho tante canzoni pronte che non vedo l’ora di pubblicare, sono una marea! Abbiamo firmato con una label, Nigiri, e l’idea è quella di fare un disco. Mi auguro – anzi, vi auguro (ride, NdR) – di poterle farvele ascoltare al più presto!
Intervista pubblicata su WU 138 (giugno 2026). La foto in alto è di Matteo Mastrogiuseppe, style Vittoria Brachi. La Signora indossa camicia bianca e gonna Essentiel Antwerp, occhiali Snob Milano
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